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Le competenze dell’O.T.S. per il Basso
Fondale sono molteplici, l’addestramento deve tener conto,
quindi, dei numerosi sviluppi che può avere la carriera
dell’Operatore Tecnico. Il vero professionista sarà colui che
progredirà aggiornandosi frequentemente ed accettando di buon
grado le novità positive.
E’ necessaria la creazione di corsi di
specializzazione, al fine di addestrare l’operatore, già
precedentemente istruito, ad una specifica tipologia di
lavoro, se questa richiede particolari conoscenze ed abilità.
Per riuscire a formare O.T.S. di buon livello e
inoltre dotati di flessibilità e predisposizione al continuo
addestramento è necessario che anche i programmi didattici
siano ben organizzati.
I nostri standard di addestramento comprendono
tre aree di sviluppo:
1. Conoscenze teoriche;
2. Abilità subacquee e pratica nell’utilizzo
delle attrezzature tecniche;
3. Controllo e prevenzione del rischio.
In tutte e tre le aree viene posta particolare
attenzione alla comprensione degli argomenti e alla sicurezza.
1. I candidati O.T.S. durante il corso vengono
a conoscenza delle leggi che determinano le differenze tra ciò
che avviene sott’acqua e ciò che accade sulla terra ferma e i
problemi connessi con l’adattamento del organismo umano
all’ambiente subacqueo. Essi quindi studiano la fisica
(termodinamica), la fisiologia, la tecnica iperbarica,
l’ambiente acquatico ed inoltre basilari regole matematiche e
la geometria analitica.
2. Per essere preparati al lavoro che li
aspetta al termine del corso e per non trovarsi mai nella
condizione di poter commettere un errore che pregiudica la
sicurezza propria e degli altri, è importantissimo che
conoscano le attrezzature che andranno ad impiegare e i più
comuni errori e problemi indotti dall’utilizzo delle stesse.
Essi quindi effettuano immersioni sia senza vincolo con la
superficie, sia, utilizzando gran facciali e caschi (Kirby
Morgan) alimentati dalla superficie e comunicanti con la
stessa.
Vengono sviluppate le abilità di lavoro con gli
strumenti più comuni, sorbona, pinza per il taglio e la
saldatura e comuni attrezzature oleodinamiche e di
sollevamento.
Quanto esposto è perfettamente in accordo con
il lo spirito e le intenzioni dell’ultima edizione del Manuale
US NAVY che illustra come dalla sua prima edizione (1916) a
cura del leggendario Gunner Stilson ai giorni nostri, tale
trattazione ha sviluppato e reso disponibile all’Operatore
Tecnico Subacqueo, le conoscenze scientifiche unitamente alle
esperienze maturate sul campo.
“….One hundred years later,
Gunner Stillson’s heart and soul are still contained in this
latest revision to the US Navy Diving Manual. Though much
larger in scope (and number of page), and benefiting from a
century of scientific discovery, it remain calibrated by the
same waterfront savvy and deck plate experience, and is the
principal operational and technical guide of the US Navy
Diving Program.”
3.
L’O.T.S. è un esser umano e la maggior parte degli incidenti
avviene per l’incapacità di gestire una situazione diversa
dalla normalità più spesso di quanto ciò non accada per un
difetto della nostra attrezzatura. Quindi è importantissimo
che il nostro operatore si abituato a gestire le situazioni
che inducono allo stress e manifesti uno spiccato
autocontrollo. Tale abilità si forma attraverso la conoscenza
dl proprio corpo e dei propri limiti. Tali abilità mentali
sono strettamente connesse allo sviluppo delle abilità motorie
che viene svolto in piscina.
Riteniamo di avere elaborato un buon metodo
didattico, tale sensazione deriva anche dai feed back delle
compagnie presso le quale i nostri Operatori Tecnici si sono
inseriti.
Siamo convinti della necessità di rendere
uniforme la formazione in collaborazione con le altre scuole e
sopratutto con le società che operano sul campo in maniera da
ampliare e dirigere gli argomenti dell’insegnamento verso le
aree di maggior interesse e mantenere aggiornati i programmi. |