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OTS: Sicurezza, Tutela,
Professionalità al centro della futura legge.
Come
rilevato dal convegno promosso e organizzato dal Cedifop lo scorso 14
aprile a Palermo, l'attuale carenza legislativa nella subacquea
(sportiva, ricreativa, industriale) ha almeno tre pesanti ripercussioni:
sul riconoscimento delle qualifiche professionali; sulla tutela degli
operatori; sulla sicurezza nel lavoro. Mentre nei tre settori si
registra un costante sviluppo formativo, tecnico e organizzativo, la
normativa nazionale è ferma al biennio 1979-81, ovvero al decreto
ministeriale che riconosceva la figura di "sommozzatore in servizio
locale" (che affiancava quella di "palombaro in servizio locale"
istituita nel 1942) e alle successive integrazioni relative alla
formazione e alla certificazione (possibilità di iscrizione al registro
sommozzatori per tutti i cittadini europei). Sembrava l'inizio di un
percorso che in poco tempo avrebbe potuto giungere a una
regolamentazione completa delle attività subacquee. Invece lì ci si è
fermati perchè i successivi disegni di legge non hanno avuto seguito,
qualche volta per motivi di schieramento parlamentare, in altre
occasioni per la conclusione della legislatura a iter ancora in corso.
Quello più recente, presentato nel 2006 dall'on. Bellotti, è stato
subito criticato dagli addetti ai lavori, poichè subordinerebbe le
società e gli operatori a una serie di vincoli di cui non appare chiara
l'efficacia in riferimento alle richieste di certificazione di qualità,
tutela della salute degli operatori, sicurezza del lavoro. Nel
complesso, il disegno appare ideato sull'ipotesi della "legge unica per
la tutta la subacquea", prospettiva ormai superata dalle recenti analisi
dei massimi dirigenti delle organizzazioni professionali e formative di
categoria. Anzi, è proprio la differenza di mansioni e competenze per
gli operatori dei tre settori e la complessità (forse l'inutilità) della
ricerca di una sintesi che valga per tutti ad essere considerato uno dei
principali motivi del finora mancato raggiungimento del traguardo
legislativo. E' ormai parere comune che la subacquea professionale,
quella sportiva/ricreativa e quella industriale debbano avere singole
leggi proprie.
Tra
i precedenti disegni qualcuno conteneva invece delle innovazioni, che
hanno poi avuto seguito sebbene attraverso altre strade. Per esempio,
quello presentato dal senatore Battaglia nel 1997. I punti principali
erano: riconoscimento della qualifica di OTS; innalzamento a 45 anni del
limite di età per l'iscrizione al registro dei sommozzatori; estensione
della territorialità entro cui si può operare. Quasi dieci anni dopo, il
secondo punto ha trovato un riscontro importante in una sentenza del Tar
del Lazio (poi recepita da tutte le Capitanerie di porto), che ha dato
ragione ad un sommozzatore il quale, in possesso dell'attestato di OTS,
non aveva potuto iscriversi al registro poichè aveva più di 35 anni.
Così, in mancanza di una legge nazionale si procede per sentenze e
regolamenti che, fin dove possibile, colmano qualcuna delle lacune.
Valga in tal senso l'ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto di
Ravenna nel 1992, con cui si cercava di stabilire regole sulla sicurezza
del lavoro subacqueo, sulla competenza dei supervisori delle immersioni
e sull'attrezzatura da utilizzare. Regole - poi fatte proprie anche da
altre Capitanerie - che sarebbero da inserire nella futura legge.
E'
nell'ambito della sicurezza sul lavoro che la mancanza di una normativa
nazionale assume risvolti drammatici. Tema di attualità evidenziato dopo
la morte nel 2002, per incidente sul lavoro, di Elga Leoni, sub di 29
anni. Al tema della sicurezza è strettamente legato quella della tutela
degli lavoratori nel settore. Attualmente le competenze sono divise tra
Ipsema - Istituto di Previdenza del Settore Marittimo e Inail. Entrambe
però riscontrano un numero ridotto di iscritti (poche centinaia l'Inail,
alcune decine Ipsema), segno di un ipotizzabile ampio lavoro sommerso.
La legislazione sulla subacquea è necessaria non solo per colmare una
lacuna normativa e allinearsi agli altri stati dell'Unione Europea, ma
anche per poter utilizzare appieno le professionalità acquisite in sede
di formazione. Oggi infatti gli OTS italiani, dopo aver maturato
competenze di alto livello per lo svolgimento di lavori di elevata
complessità esecutiva, incontrano ostacoli nel riconoscimento della
qualifica da parte di grandi società petrolifere internazionali, per le
quali, a volte, non è sufficiente l'iscrizione al registro della
Capitaneria di Porto.
Nel
convegno del Cedifop è emersa una realtà particolarmente esplicita. A
fronte delle lacune normative in Italia, vi sono realtà, quali i paesi
anglosassoni e in genere quelli dell'Europa settentrionale che si
affacciano (e operano) nel Mar del Nord, in cui sono in vigore leggi
specifiche e articolate su ogni aspetto della subacquea, sia nell'ambito
della sicurezza sia in quello che disciplina le figure professionali.
L'attuale fase, che si potrebbe definire transitoria, non deve però
essere intesa come periodo di stallo. E' invece, per gli addetti ai
lavori, una occasione di elaborazione di progetti e idee da poter subito
presentare in sede di redazione della legge. Per i legislatori -
nazionali e regionali - è invece una opportunità per sperimentare
soluzioni amministrative da cui trarre beneficio in sede comunitaria e
internazionale.
di
Nini Radicini
Intervista al direttore del CEDIFOP
All’interno del
Porto di Palermo e in particolare sulla banchina Sammuzzo, troviamo il
Centro studi CEDIFOP, che si occupa di formazione professionale, nel settore
degli OTS/ sommozzatori.
Abbiamo
intervistato il direttore del Centro Manos Kouvakis, ponendogli una serie di
domande sulle attività del centro:
Cos’è
CEDIFOP, e quali riconoscimenti ha?
CEDIFOP, è una associazione no-profit, nata nel 1992, e subito inserita nel
settore della formazione professionale in campo subacqueo. Ha svolto in
questi 15 anni diversi corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dalla
Regione Siciliana, rivolti solo ad una utenza residente in Sicilia. Negli
ultimi anni ha realizzato anche diversi corsi “autofinanziati”, rivolti a
utenti provenienti da tutto il territorio Nazionale. CEDIFOP è un centro di
formazione accreditato dalla Regione Siciliana, riconosciuto dalla IDSA nel
settore della subacquea professionale/industriale, e dalla PADI come centro
sportivo (IRRA – RESORT).
La vostra “specialità” sono i corsi per OTS, ma cosa
sono esattamente?
La qualifica di OTS nasce, con un decreto del ministero della Marina
Mercantile, (oggi Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) nel
1979, di questo decreto noi realizziamo quanto viene disposto
dall'articolo 3 comma 6, essendo una scuola di formazione accreditata dalla
regione Siciliana.
Conseguita la qualifica professionale di OTS presso il
CEDIFOP, qual è il passo successivo?
Dopo il rilascio del nostro attestato di qualifica professionale, e
allegando gli esami medici prescritti dalle normative vigenti - (pubblicate
nella G.U.R.I. n. 47 del 16/02/1979) - si può presentare ad una Capitaneria
di Porto (del territorio nazionale) la richiesta d'iscrizione nel "Registro
Sommozzatori". Con l'accettazione, la Capitaneria rilascia il "libretto di
ricognizione" che è indispensabile per l’inserimento lavorativo.
Ma dove trova lavoro un OTS?
Il libretto di ricognizione, che si ottiene con l’iscrizione nel Registro
Sommozzatori presso una Capitaneria di Porto, è indispensabile per lavorare
in aree inshore; cioè tutte le ditte che fanno lavori subacquei (come per
esempio: recupero o demolizione di relitti "salvage diving"; interventi
portuali "harbour diving" e per le operazioni di ispezione, carenaggio,
manutenzione e riparazione delle navi e degli ormeggi, ma anche operazioni
più semplici come posizionamento boe, controlli, ecc), nelle aree portuali
e di demanio marittimo (costiero e acque interne) in generale, hanno
l'obbligo di assumere personale iscritto nel Registro dei Sommozzatori ed in
possesso del libretto di ricognizione. Lo stesso vale per aziende che
operano nel settore della acquacoltura (tonnare, allevamenti di pesci in
mare, ecc. "fish farm diving") o riserve marine. La qualifica professionale
di OTS può considerarsi, anche, la "base" indispensabile, per lavorare con
ditte che operano nel settore industriale e degli idrocarburi in "off-shore"
"oil and gas diving", attività che si è sviluppata, a partire dal secondo
dopoguerra e che ha assorbito gruppi crescenti di operatori subacquei
professionisti, al punto da vantare oggi, nelle sue file, oltre tre
professionisti subacquei su quattro.
Quali riconoscimenti ha la qualifica di OTS?
Il corso per OTS, da noi, essendo un corso di formazione
professionale, è subordinato a regole ben precise, e cioè il corso è
sottoposto ai controlli dell'Ispettorato Regionale del Lavoro e dell'Ufficio
Provinciale del Lavoro, indispensabili affinché alla fine l'attestato venga
riconosciuto dalla Regione Siciliana, dallo Stato Italiano e dalla Comunità
Europea. Anche per questi motivi, la frequenza è obbligatoria; è ammissibile
un massimo di 20% di ore di assenza, cioè 96 ore o 12 giornate su un totale
di 480 ore di corso che viene svolto in 60 giorni lavorativi, nell'arco di 3
mesi solari.
Quando si svolgono questi corsi e quali sono i
requisiti per l’ammissione?
I corsi “liberi” o “autofinanziati” programmati dal CEDIFOP, per
diventare "O.T.S." si svolgono 2 volte l'anno.
Ogni corso è aperto a 20 persone, che vengono iscritte in ordine di
prenotazione. Il Corso è aperto a tutti gli interessati (anche
lavoratori), a prescindere dall'età, residenza o stato di occupazione, in
possesso dei requisiti base per l'accesso al corso:
Ø maggiore età alla data d'inizio delle attività formative,
Ø possesso della Licenza di Scuola Media Inferiore;
Ø possesso dei (almeno) primi due livelli di brevetti subacquei
sportivi (rilasciati da Associazioni riconosciute almeno in ambito
nazionale)
Ø i cittadini comunitari (UE), in regola con le normative vigenti,
potranno essere ammessi solo se regolarmente soggiornanti nel territorio
della Regione Siciliana,
Ø idoneità alle visite mediche
Il corso ha una durata di 480 ore, suddivise in 60 giorni lavorativi di 8
ore cadauno, ripartiti in 3 mesi solari. Ogni corso è rivolto a n. 20
allievi max. La prenotazione è obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti
disponibili.
Per maggiori informazioni si può consultare la pagina
http://www.cedifop.it/OTS.htm
da dove è possibile scaricare la domanda d'iscrizione con allegato il
regolamento del corso.
Qual è l’iter formativo del corso?
Nel primo mese, oltre alla preparazione atletica in palestra, si
cerca di uniformare il gruppo e di eliminare possibili lacune di
preparazione pregressa.
Dal secondo mese in poi si comincia con le attrezzature tecniche, con cui
credo che un subacqueo sportivo ha poca o nessuna dimestichezza, come per
esempio l'uso dei vari tipi di kirby morgan, pannelli per l'aria e le
comunicazioni, l'organizzazione di un cantiere subacqueo, taglio e saldatura
subacquea, pilotaggio di un R.O.V., ecc.
Nel terzo ed ultimo mese di preparazione si fanno le Immersioni Tecniche
all'interno del Porto di Palermo, ai Cantieri Navali di Palermo
(Fincantieri), al Porticciolo di Acquasanta, all’interno del Porto di
Termini Imerese, (essendo l'area portuale una delle mete di lavoro per chi
è OTS) o immersioni presso cantieri di lavoro di ditte che lavorano nel
settore, con esercitazioni del tipo: recupero materiali dal fondo,
posizionamento boe, sorbona, taglio subacqueo, flangiatura, batimetria ecc.
Inoltre, intercalata alle esercitazioni pratiche c'è la teoria, distribuita
in più di 20 dispense che racchiudono le varie discipline del corso.
Come si svolgono gli esami alla fine del corso?
Finendo il percorso formativo, per il conseguimento della qualifica è
necessario sostenere un esame finale dinanzi ad una Commissione di Esami
istituita con Decreto Assessoriale dell'Assessore Regionale al Lavoro,
formata da due docenti del CEDIFOP, un Funzionario dell'Assessorato
Regionale al Lavoro (Presidente della commissione) e un Funzionario della
Capitaneria di Porto di Palermo (in qualità di Esperto Esterno di una
Pubblica Amministrazione cointeressata al riconoscimento della qualifica
professionale).
di Giorgio
Anzil
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Gli ultimi articoli sul
CEDIFOP
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Rivista
DEEP - RIVISTA DEI
SUBACQUEI PER I SUBACQUEI
Anno X - n. ro 52, luglio/agosto 2007
Due pagine con notizie ed articoli sulle
attività del CEDIFOP
Si può
scaricare in formato .pdf
vai all'articolo...
Rivista
SVBAQVA
Anno III - n.ro 26
- agosto 2007,
In tutte le edicole, con
l'articolo "Lavoro subacqueo, due volte sommerso". (Pg. 112-113-114).
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all'articolo...
IDSA NEWS
Edition 10: July 2007
International Diving Schools
Association - Brittany, France
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Avvisatore Marittimo della Sicilia
Domenica 15.07.07.
"Gli
OTS chiedono al legislatore una nuova legge che regolamenti il settore."
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