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cedifop news agosto 2007
16-01-07

AGOSTO 2007

©  CEDIFOP 2004 tutti i diritti riservati

 

OTS: Sicurezza, Tutela, Professionalità al centro della futura legge.
 

Come rilevato dal convegno promosso e organizzato dal Cedifop lo scorso 14 aprile a Palermo, l'attuale carenza legislativa nella subacquea (sportiva, ricreativa, industriale) ha almeno tre pesanti ripercussioni: sul riconoscimento delle qualifiche professionali; sulla tutela degli operatori; sulla sicurezza nel lavoro. Mentre nei tre settori si registra un costante sviluppo formativo, tecnico e organizzativo, la normativa nazionale è ferma al biennio 1979-81, ovvero al decreto ministeriale che riconosceva la figura di "sommozzatore in servizio locale" (che affiancava quella di "palombaro in servizio locale" istituita nel 1942) e alle successive integrazioni relative alla formazione e alla certificazione (possibilità di iscrizione al registro sommozzatori per tutti i cittadini europei). Sembrava l'inizio di un percorso che in poco tempo avrebbe potuto giungere a una regolamentazione completa delle attività subacquee. Invece lì ci si è fermati perchè i successivi disegni di legge non hanno avuto seguito, qualche volta per motivi di schieramento parlamentare, in altre occasioni per la conclusione della legislatura a iter ancora in corso.

Quello più recente, presentato nel 2006 dall'on. Bellotti, è stato subito criticato dagli addetti ai lavori, poichè subordinerebbe le società e gli operatori a una serie di vincoli di cui non appare chiara l'efficacia in riferimento alle richieste di certificazione di qualità, tutela della salute degli operatori, sicurezza del lavoro. Nel complesso, il disegno appare ideato sull'ipotesi della "legge unica per la tutta la subacquea", prospettiva ormai superata dalle recenti analisi dei massimi dirigenti delle organizzazioni professionali e formative di categoria. Anzi, è proprio la differenza di mansioni e competenze per gli operatori dei tre settori e la complessità (forse l'inutilità) della ricerca di una sintesi che valga per tutti ad essere considerato uno dei principali motivi del finora mancato raggiungimento del traguardo legislativo. E' ormai parere comune che la subacquea professionale, quella sportiva/ricreativa e quella industriale debbano avere singole leggi proprie.

Tra i precedenti disegni qualcuno conteneva invece delle innovazioni, che hanno poi avuto seguito sebbene attraverso altre strade. Per esempio, quello presentato dal senatore Battaglia nel 1997. I punti principali erano: riconoscimento della qualifica di OTS; innalzamento a 45 anni del limite di età per l'iscrizione al registro dei sommozzatori; estensione della territorialità entro cui si può operare. Quasi dieci anni dopo, il secondo punto ha trovato un riscontro importante in una sentenza del Tar del Lazio (poi recepita da tutte le Capitanerie di porto), che ha dato ragione ad un sommozzatore il quale, in possesso dell'attestato di OTS, non aveva potuto iscriversi al registro poichè aveva più di 35 anni. Così, in mancanza di una legge nazionale si procede per sentenze e regolamenti che, fin dove possibile, colmano qualcuna delle lacune. Valga in tal senso l'ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto di Ravenna nel 1992, con cui si cercava di stabilire regole sulla sicurezza del lavoro subacqueo, sulla competenza dei supervisori delle immersioni e sull'attrezzatura da utilizzare. Regole - poi fatte proprie anche da altre Capitanerie - che sarebbero da inserire nella futura legge.

E' nell'ambito della sicurezza sul lavoro che la mancanza di una normativa nazionale assume risvolti drammatici. Tema di attualità evidenziato dopo la morte nel 2002, per incidente sul lavoro, di Elga Leoni, sub di 29 anni. Al tema della sicurezza è strettamente legato quella della tutela degli lavoratori nel settore. Attualmente le competenze sono divise tra Ipsema - Istituto di Previdenza del Settore Marittimo e Inail. Entrambe però riscontrano un numero ridotto di iscritti (poche centinaia l'Inail, alcune decine Ipsema), segno di un ipotizzabile ampio lavoro sommerso. La legislazione sulla subacquea è necessaria non solo per colmare una lacuna normativa e allinearsi agli altri stati dell'Unione Europea, ma anche per poter utilizzare appieno le professionalità acquisite in sede di formazione. Oggi infatti gli OTS italiani, dopo aver maturato competenze di alto livello per lo svolgimento di lavori di elevata complessità esecutiva, incontrano ostacoli nel riconoscimento della qualifica da parte di grandi società petrolifere internazionali, per le quali, a volte, non è sufficiente l'iscrizione al registro della Capitaneria di Porto.

Nel convegno del Cedifop è emersa una realtà particolarmente esplicita. A fronte delle lacune normative in Italia, vi sono realtà, quali i paesi anglosassoni e in genere quelli dell'Europa settentrionale che si affacciano (e operano) nel Mar del Nord, in cui sono in vigore leggi specifiche e articolate su ogni aspetto della subacquea, sia nell'ambito della sicurezza sia in quello che disciplina le figure professionali. L'attuale fase, che si potrebbe definire transitoria, non deve però essere intesa come periodo di stallo. E' invece, per gli addetti ai lavori, una occasione di elaborazione di progetti e idee da poter subito presentare in sede di redazione della legge. Per i legislatori - nazionali e regionali - è invece una opportunità per sperimentare soluzioni amministrative da cui trarre beneficio in sede comunitaria e internazionale.
 

di Nini Radicini
 

 
Intervista al direttore del CEDIFOP

 

All’interno del Porto di Palermo e in particolare sulla banchina Sammuzzo, troviamo il Centro studi CEDIFOP, che si occupa di formazione professionale, nel settore degli OTS/ sommozzatori.

Abbiamo intervistato il direttore del Centro Manos Kouvakis, ponendogli una serie di domande sulle attività del centro:

 Cos’è CEDIFOP, e quali riconoscimenti ha?
CEDIFOP, è una associazione no-profit, nata nel 1992, e subito inserita nel settore della  formazione professionale in campo subacqueo. Ha svolto in questi 15 anni diversi corsi finanziati dal  Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Siciliana, rivolti solo ad una utenza residente in Sicilia. Negli ultimi anni ha realizzato anche diversi corsi “autofinanziati”, rivolti a utenti provenienti da tutto il territorio Nazionale. CEDIFOP è un centro di formazione accreditato dalla Regione Siciliana, riconosciuto dalla IDSA nel settore della subacquea professionale/industriale, e dalla PADI come centro sportivo (IRRA – RESORT).

La vostra “specialità” sono i corsi per OTS, ma cosa sono esattamente?
La qualifica di OTS nasce, con un decreto del ministero della Marina Mercantile, (oggi  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) nel 1979,  di questo decreto noi realizziamo quanto viene disposto  dall'articolo 3 comma 6, essendo una scuola di formazione accreditata dalla regione Siciliana.

Conseguita la qualifica professionale di OTS presso il CEDIFOP, qual è il passo successivo? 
Dopo il rilascio del nostro attestato di qualifica professionale, e allegando gli esami medici prescritti dalle normative vigenti - (pubblicate nella G.U.R.I. n. 47 del 16/02/1979) - si può presentare ad una Capitaneria di Porto (del territorio nazionale) la richiesta d'iscrizione nel "Registro Sommozzatori". Con l'accettazione, la Capitaneria rilascia il "libretto di ricognizione" che è indispensabile per l’inserimento lavorativo.

Ma dove trova lavoro un OTS?
Il libretto di ricognizione, che si ottiene con l’iscrizione nel Registro Sommozzatori presso una Capitaneria di Porto, è indispensabile per lavorare in aree inshore; cioè tutte le ditte che fanno  lavori subacquei (come per esempio: recupero o demolizione di relitti "salvage diving"; interventi portuali "harbour diving" e per le operazioni di ispezione, carenaggio, manutenzione e riparazione delle navi e degli ormeggi, ma anche operazioni più semplici come posizionamento boe, controlli, ecc),   nelle aree portuali e di demanio marittimo (costiero e  acque interne) in generale, hanno l'obbligo di assumere personale iscritto nel Registro dei Sommozzatori ed in possesso del libretto di ricognizione. Lo stesso vale per aziende che operano nel settore della acquacoltura (tonnare, allevamenti di pesci in mare, ecc. "fish farm diving") o riserve marine. La qualifica professionale di OTS può considerarsi, anche,  la "base" indispensabile, per lavorare con ditte che operano nel settore industriale e degli idrocarburi in "off-shore" "oil and gas diving", attività che si è sviluppata, a partire dal secondo dopoguerra e che ha assorbito gruppi crescenti di operatori subacquei professionisti, al punto da vantare oggi, nelle sue file, oltre tre professionisti subacquei su quattro.

Quali riconoscimenti ha la qualifica di OTS?
Il corso per OTS, da noi, essendo un corso di formazione professionale, è subordinato a regole ben precise, e cioè il corso è sottoposto ai controlli dell'Ispettorato Regionale del Lavoro e dell'Ufficio Provinciale del Lavoro, indispensabili affinché alla fine l'attestato venga riconosciuto dalla Regione Siciliana, dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea. Anche per questi motivi, la frequenza è obbligatoria; è ammissibile un massimo di 20% di ore di assenza, cioè 96 ore o 12 giornate su un totale di 480 ore di corso che viene svolto in 60 giorni lavorativi, nell'arco di 3 mesi solari.

Quando si svolgono questi corsi e quali sono i requisiti per l’ammissione?
I corsi “liberi” o “autofinanziati” programmati dal CEDIFOP,  per diventare "O.T.S." si svolgono 2 volte l'anno.
Ogni corso è aperto a 20 persone, che vengono iscritte in ordine di prenotazione. Il Corso è aperto a tutti gli interessati (anche lavoratori), a prescindere dall'età, residenza o stato di occupazione,  in possesso dei requisiti base per l'accesso al corso:
Ø       maggiore età  alla  data  d'inizio delle attività formative,
Ø       possesso della Licenza di Scuola Media Inferiore;
Ø       possesso dei (almeno) primi due  livelli di brevetti subacquei  sportivi (rilasciati da Associazioni riconosciute almeno in ambito nazionale)
Ø       i cittadini comunitari (UE), in regola con le normative vigenti,  potranno essere ammessi solo se regolarmente soggiornanti nel territorio della Regione Siciliana,
Ø       idoneità alle visite mediche
Il  corso  ha una durata di 480 ore, suddivise in 60 giorni lavorativi di 8 ore cadauno, ripartiti in 3 mesi solari. Ogni corso è rivolto a n. 20 allievi max. La prenotazione è obbligatoria,  fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per maggiori informazioni si può consultare la pagina  http://www.cedifop.it/OTS.htm  da dove è possibile scaricare la domanda d'iscrizione con allegato il regolamento del corso.

Qual è l’iter  formativo del corso?
Nel primo mese, oltre alla preparazione atletica in palestra, si cerca di uniformare il gruppo e di eliminare possibili lacune di preparazione pregressa.
Dal secondo mese in poi si comincia con le attrezzature tecniche, con cui credo che un subacqueo sportivo ha poca o nessuna dimestichezza, come per esempio l'uso dei vari tipi di kirby morgan, pannelli per l'aria e le comunicazioni, l'organizzazione di un cantiere subacqueo, taglio e saldatura subacquea, pilotaggio di un R.O.V., ecc.
 Nel terzo ed ultimo mese di preparazione si fanno le Immersioni Tecniche  all'interno del Porto di Palermo, ai Cantieri Navali di Palermo (Fincantieri), al Porticciolo di Acquasanta, all’interno del Porto di Termini Imerese,  (essendo l'area portuale una delle mete di lavoro per chi è OTS) o immersioni presso cantieri di lavoro di ditte che lavorano nel settore, con esercitazioni del tipo: recupero materiali dal fondo, posizionamento boe, sorbona, taglio subacqueo, flangiatura, batimetria ecc.
Inoltre, intercalata alle esercitazioni pratiche c'è la teoria, distribuita in più di 20 dispense che racchiudono le varie discipline del corso.

Come si svolgono gli esami alla fine del corso?
Finendo il percorso formativo, per il conseguimento della qualifica è necessario sostenere un esame finale dinanzi ad una Commissione di Esami istituita con Decreto Assessoriale dell'Assessore Regionale al Lavoro,  formata da due docenti del CEDIFOP, un Funzionario dell'Assessorato Regionale al Lavoro (Presidente della commissione) e un Funzionario della Capitaneria di Porto di Palermo (in qualità di Esperto Esterno di una Pubblica Amministrazione cointeressata al riconoscimento della qualifica professionale). 

 
di Giorgio Anzil
 

Gli ultimi articoli sul CEDIFOP

 

Rivista DEEP - RIVISTA DEI SUBACQUEI PER I SUBACQUEI

Anno X - n. ro 52, luglio/agosto 2007

Due pagine con notizie ed articoli sulle attività del CEDIFOP

 

Si può scaricare in formato .pdf


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Rivista SVBAQVA

Anno III - n.ro 26 - agosto 2007,

In tutte le edicole, con l'articolo "Lavoro subacqueo, due volte sommerso". (Pg. 112-113-114).

 

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IDSA NEWS
Edition 10: July 2007
International Diving Schools Association - Brittany, France
 
 
IDSA NEWS luglio 2007: scarica l'opuscolo in formato .pdf
 
 

 

Avvisatore Marittimo della Sicilia
Domenica 15.07.07.
"Gli OTS chiedono al legislatore una nuova legge che regolamenti il settore." 
 
 
 

 

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