Da trent’anni in Italia non c’è una chiara
disciplina professionale nella subacquea (sportiva,
ricreativa, industriale). Il vuoto legislativo fa sì che
non esista una definizione certa per indicare “chi sono”
gli operatori subacquei e iperbarici e non c’è una legge
che li tuteli, per esempio, in caso di infortuni sul
lavoro. Un problema spinoso, che investe oltre al
riconoscimento delle qualifiche professionali anche la
sfera della sicurezza nel lavoro. Gli operatori del
settore chiedono sempre più insistentemente un disegno
di legge nel settore, un documento rispondente alle
esigenze delle diverse categorie di lavoratori
subacquei. Attualmente essi fanno riferimento a un
decreto ministeriale, che risale al 13 gennaio 1979, su
“Istituzione della categoria dei sommozzatori in
servizio locale”, con cui nasceva un apposito registro
tenuto dalle Capitanerie di Porto. Da allora tutto è
rimasto immutato, mentre nel resto del mondo i
legislatori mettevano ordine al settore con
provvedimenti e leggi. Negli ultimi dieci anni, a
partire dal 1997, diverse proposte di legge sono state
formulate, ma nessuna ha mai completato l’iter
parlamentare e quindi è stata mai approvata.
Qualcosa però si sta muovendo. Il centro studi
Cedifop di Palermo, diretto da Manos Kouvakis, da
qualche anno sta lavorando nel tentativo di
sensibilizzare i legislatori sui problemi del settore.
Adesso è in fase di compilazione un testo di legge che
potrà colmare il vuoto normativo esistente. Promotore
del disegno di legge, il deputato nazionale del Pdl On.
Avv. Antonino Lo Presti. “Il ddl si rende necessario –
dice Lo Presti -. Questo è un settore lavorativo diverso
dall’attività sportiva e/o ricreativa. Molti equivocano
sul contenuto di queste mansioni. L’assenza di una
normativa che regolamenti la sicurezza in questa
attività deve essere assolutamente rimediata ed ecco il
motivo per il quale insieme con il Cedifop stiamo
cercando di approntare un testo di legge da sottoporre
all’approvazione del Parlamento e attraverso il quale si
possa finalmente mettere ordine al settore subacqueo”.
Il deputato del Pdl prova a spiegare i motivi
che stanno dietro questo “buco” normativo lungo trenta
anni. “C’è stata forse un po’ di trascuratezza da parte
della politica, ma anche da parte degli organismi
preposti a regolamentare la materia della sicurezza del
lavoro in questo specifico settore – osserva Lo Presti
-. Probabilmente è mancata una certa sensibilità a
spingere e insistere presso gli organi competenti e in
particolare presso il Parlamento perché si legiferasse.
Nessuna pressione è arrivata neanche dal mondo della
previdenza e dal settore assicurativo che presiede la
tutela e l’incolumità dei lavoratori. Per troppi anni –
continua - questo importante settore è stato trascurato,
forse perché è un comparto dove il numero degli occupati
è minore rispetto alle grandi unità cui siamo abituati
in molti altri campi, e dove probabilmente l’incidenza
degli infortuni, pur seri e rilevanti, si avverte meno
rispetto ad altri settori, penso per esempio
all’industria metalmeccanica e all’edilizia, e non crea
un allarme sociale”.
Quali saranno le novità contenute nella nuova
legge? “Le stiamo valutando. Non è semplice scrivere una
legge che in qualche modo possa distinguere nel
dettaglio le singole figure professionali e attribuire
ad esse delle prerogative definite – osserva Lo Presti
-. Il testo di legge si prefigge però di dare degli
indirizzi ben precisi al governo affinché poi sia
l’esecutivo a scendere nel dettaglio delle singole
figure professionali, soprattutto per regolamentarle
sotto l’aspetto delle tutele. Sarà insomma una legge
quadro con deleghe sulla base di principi comunque
fondamentali”.
Un team di tecnici ed esperti sta mettendo a
punto il testo. “Avevamo avanzato una prima ipotesi –
dice l’onorevole Lo Presti -, però non è stata portata
all’attenzione delle commissioni perché ci siamo accorti
che bisognava migliorare il testo e adesso ci sono dei
tecnici che stanno lavorando in tal senso. Io, dal punto
di vista politico, mi farò carico del compito, quando il
testo sarà pronto, di promuoverlo e di portarlo avanti
quando l’iter sarà avviato. A quel punto – dichiara - le
commissioni parlamentari interessate potranno sviluppare
delle audizioni, chiedere ad altre realtà ed altri
esperti informazioni e pareri sul testo in discussione e
quindi arricchirlo, così come si fa in qualsiasi
percorso legislativo”.
I passati ddl regolavano principalmente e
fondamentalmente la subacquea sportiva. “Questa è forse
la prima volta in cui si vuole regolamentare l’attività
subacquea professionale lavorativa – conclude Lo Presti
-, quella specifica che attiene più all’attività
imprenditoriale. Bisognerà vedere se in Parlamento poi
le forze politiche si impegneranno a portarla avanti. Io
farò del mio meglio perché sia così”.
Ottimista il direttore del Cedifop Manos
Kouvakis. “Il decreto legislativo del 1979 che ha
regolarizzato fino ad oggi la categoria dei sommozzatori
in servizio locale – dice - è ormai poco incisivo. Siamo
fiduciosi che questo testo, che soddisfa i bisogni di un
settore che ha problemi sempre maggiori, possa approdare
presto in Parlamento e completare l’iter legislativo in
breve tempo”.