Francia: esiste un'unica
scuola la "I.N.P.P. Institut National de Plongee Professionnelle" di
Marsiglia, Full Member Diver Training IDSA, autorizzata a certificare i
percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, con riconoscimento dall'HSE per
inshore/offshore per qualsiasi profondità.
Paesi Bassi: esiste un'unica scuola
la "Netherlands Diving Centre" Full Member Diver Training IDSA,
autorizzata a certificare i percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, con
riconoscimento dall'HSE per inshore/offshore per qualsiasi profondità.
Norvegia: esiste un'unica scuola la
"Netherlands Diving Centre" Full Member Diver Training IDSA, autorizzata
a certificare i percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, con
riconoscimento dall'HSE per inshore/offshore per qualsiasi profondità.
Svezia: esistono due scuole la "West
Coast Commercial Diving School" e la "Swedish Armed Forces Diving
School" Full Members Diver Training IDSA, autorizzate a certificare i
percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, con riconoscimento dall'HSE per
inshore/offshore per qualsiasi profondità.
Danimarca: esiste un'unica scuola la
"Royal Danish Navy Diving School" Full Member Diver Training IDSA,
autorizzata a certificare i percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, con
riconoscimento dall'HSE per inshore e per offshore per profondità fino a
-50m.
Belgio: esistono due scuole la "SYNTRA"
e la "CFPME Centre de Formations pour Petites et Moyennes Enterprises"
Full Members Diver Training IDSA, autorizzate a certificare i percorsi
formativi dei COMMERCIAL DIVER, con riconoscimento dall'HSE per inshore
e per offshore per profondità fino a -30m.
Finlandia: esiste un'unica scuola la
"Innofocus Adult Vocational Education Centre of Western Uusimaa" Full
Member Diver Training IDSA, autorizzata a certificare i percorsi
formativi dei COMMERCIAL DIVER, con riconoscimento dall'HSE per inshore
e per offshore per profondità fino a -30m
Austria: esiste un'unica scuola la "Nautilus
Tauchschule-und Service GmbH" Full Member Diver Training IDSA,
autorizzata a certificare i percorsi formativi dei COMMERCIAL DIVER, ma
senza riconoscimenti dall'HSE.
Spagna: esistono diverse scuole che
certificano percorsi formativi di COMMERCIAL DIVER con riconoscimenti
HSE per inshore/offshore a qualsiasi profondità.
Germania/Irlanda/Portogallo: ci sono
diverse scuole che certificano percorsi formativi di COMMERCIAL DIVER,
solo con il riconoscimento dall'HSE per inshore e per offshore per
profondità fino a -30m
UK: ci sono diverse scuole con il
controllo e riconoscimenti dell'HSE nei diversi percorsi formativi di
COMMERCIAL DIVER. Non tutte le scuole hanno il riconoscimento IDSA,
anche se fanno parte del gruppo. In particolare, è Full Member Diver
Training IDSA, cioè autorizzata al rilascio della certificazione IDSA
solo la scuola "Interdive", mentre le altre non hanno ancora completato
il percorso che permetterà loro il rilascio delle certificazioni IDSA.
Queste scuole sono: la "DDRC Pro-Dive Services Ltd" e la "London Diving
Chamber" che attualmente sono ASSOCIATE MEMBERS IDSA e le "Speciality
Welds" la "Hydroweld" il "University of Plymouth Diving & Marine Centre"
e la "The Underwater Centre" che attualmente hanno lo stato di AFFILIATE
MEMBERS IDSA.
Tutt'altra storia la formazione delgli OTS/Commercial Diver in
ITALIA. Attualmente circa 30 scuole,
propongono corsi di formazione per OTS, ma solo due scuole - una delle
due naturalmente è CEDIFOP - sono Full Members Diver Training IDSA, (ciò
significa che i percorsi formativi proposti sono monitorati e registrati
in ogni fase formativa, che vengono rispettati tempi minimi e attività
subacquee predefinite e che il percorso formativo è certificabile e base
per successive certificazioni di ampliamento della professionalità di
partenza). Pochi percorsi formativi, in Italia, possono vantare il
riconoscimento HSE fino a -30m. Anche in merito a questo riconoscimento
ci sarebbe da ridire, infatti è stato "strappato" dalla pressione che
hanno esercitato privatamente alcune scuole italiane, senza che il
governo italiano sia intervenuto (intervento governativo indispensabile
che invece c'è stato da parte di tutti gli altri Stati precedentemente
citati); superfluo aggiungere che l'assenza di tale intervento
governativo pesa negativamente sulla richiesta, all'HSE, di
riconoscimento ufficiale di percorsi formativi finalizzati al
conseguimento ufficiale (cioè l'inserimento nell'approved list dell'HSE)
del Top Up.
Il problema di tale "indifferenza" governativa, dal nostro punto di
vista, è riconducibile al fatto che in Italia non esiste alcuna
definizione delle competenze e dei programmi formativi necessari alla
formazione dell'OTS, pertanto l'Italia si trova nella condizione di non
poter "garantire" in Europa, che i suoi cittadini/OTS sono formati
secondo "X" programmi ed hanno acquisito "x,y" competenze, e che tale
qualifica corrisponde a quella del Commercial Diver europeo, ne consegue
che l'OTS italiano, per poter essere riconosciuto come Commercial Diver
dalle aziende che operano in ambito europeo e mondiale, a volte, debba
ripetere il percorso base di OTS all'estero.
L'assenza di una pianificazione nazionale sulle competenze e saperi che
un OTS deve avere come bagaglio formativo, non è indice di liberalità
del sistema italiano, ma indice di assenza di professionalità
dell'Operatore Tecnico Subacqueo; infatti molte scuole, in Italia,
conferiscono il titolo organizzando corsi subacquei che per contenuti e
attività svolte potrebbero avere validità in ambito sportivo/ricreativo,
in quanto tali corsi non comprendono alcun addestramento subacqueo che
prepara l'allievo alle attività basilari della subacquea industriale.
Questa falsa "liberalità" che autorizza le scuole a "sfornare" - e non
FORMARE - OTS senza alcun controllo dei saperi effettivamente trasmessi
durante il corso, si concretizza in un conferimento cartaceo della
qualifica, senza alcuna formazione professionale di qualità , ciò va in
senso diametralmente opposto rispetto alle politiche - peraltro
sottoscritte anche dall'Italia - europee e alle linee guida della
"Strategia di Lisbona" che si propone la pianificazione e il
riconoscimento reciproco e comunitario delle qualifiche, in modo da
favorire la mobilità lavorativa dei cittadini europei nel territorio
dell'unione.
Ecco un altro dei punti, ma ce ne sono ancora tanti,
che esamineremo nei prossimi mesi, sperando che le critiche siano di
aiuto, prima dello sprint finale, quando la proposta legislativa sarà
presentata alla Camera e al Senato, e anche lì, dove sta nascendo
qualcosa di alternativo, lontano da interessi di parte o altro, ma...