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Sommozzatori: Decade l'obbligo di "nulla osta" per lavorare in un porto diverso da quello d'iscrizione

CEDIFOP news n. 77 - Novembre 2012 - articolo 138
Sommozzatori: Decade l'obbligo di "nulla osta" per lavorare in un porto diverso da quello d'iscrizione

Finalmente una notizia buona! Con comunicato dell’11 Ottobre 2012 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, decade con effetto immediato, l’obbligo di richiedere il Nulla Osta per operare in un Porto diverso da quello di Iscrizione al locale Registro Sommozzatori.

Cosi come si legge nel comunicato, la decisione di revocare l’obbligo della richiesta del nulla osta, è il risultato degli “effetti prodotti dai recenti prevedimenti legislativi in materia di liberalizzazione”, fermo restando l’obbligo dell’iscrizione al Registro Sommozzatori, che rimane invariato, “in quanto disposta a tutela della salute e della sicurezza nel lavoro dei singoli lavoratori subacquei”.

Quindi, l’iscrizione presso una qualsiasi Capitaneria di Porto sul territorio nazionale, è considerata abilitante per operare in qualsiasi porto in Italia.

Bisogna notare però che questa importante decisione, che permette agli OTS di operare in tutti i porti, facendo loro risparmiare la dovuta marca da bollo obbligatoria per il rilascio del “vecchio” nulla osta, era già prevista nella proposta legislativa n. 2369 “Disposizioni concernenti le attività professionali subacquee e iperbariche” presentata al parlamento il 7 aprile 2009, dove all’articolo 1. Ambito di applicazione, si legge: “La presente legge si applica alle attività lavorative subacquee e iperbariche svolte a fini economici e industriali nell'ambito:
a) delle acque marittime territoriali e interne;
b) delle acque marittime non territoriali, quando alle attività di cui all'alinea sono connessi interessi nazionali o quando alle medesime sono interessate persone e aziende nazionali;
c) delle acque non marittime”.

Ma la “sicurezza nel lavoro dei singoli lavoratori subacquei” non viene ancora tutelata al di fuori delle aree portuali, (ad eccezione di alcune aree tutelate da singole ordinanze delle Capitanerie di Porto locali), sia in inshore che offshore e nelle acquee interne, cioè fiumi, laghi ecc. (che non ricadono sotto la competenza delle Capitanerie, ma sono di pertinenza della Motorizzazione Civile) dove ancora non solo il rischio di incidenti, ma spesso incidenti anche gravi, ci fanno ricordare che c’è e pesa l’assenza di una legislazione specifica nel settore.







 
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