CEDIFOP news articolo 090 - WEBSITE X5 UNREGISTERED VERSION - cedifop

Vai ai contenuti

Menu principale:

CEDIFOP news articolo 090

CEDIFOP news > 2010
Corsi per "O.T.S." o per "Saldatore Subacqueo"?

CEDIFOP news n. 49 - Luglio 2010 - articolo 090
Corsi per "O.T.S." o per "Saldatore Subacqueo"?
(di Manos Kouvakis)

Spesso, mi vengono chieste informazioni per la frequenza di un corso per “Saldatore subacqueo”, da persone che si avvicinavano per la prima volta al mondo della subacquea industriale, a volte senza neanche esperienze precedenti nel campo della subacquea sportiva ricreativa.

Qualsiasi corso di formazione professionale, dal titolo "Saldatore Subacqueo" non permetterebbe l'iscrizione nel Registro Sommozzatori, così come prevede il Decreto Ministeriale del 2 febbraio 1982 "Modificazioni al decreto ministeriale 13 gennaio 1979 istitutivo della categoria dei sommozzatori in servizio locale", pubblicato nella GURI (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana) n. 65 dell’8 Marzo 1982. (il testo della gazzetta su questo link:
http://www.cedifop.it/appunti/1982.htm); esso stabilisce che per l’iscrizione al Registro Sommozzatori, unico strumento che abilita all’esercizio della professione, in Italia, bisogna “Essere in possesso del diploma di perito tecnico addetto ai lavori subacquei o dell'attestato di qualifica professionale, con allegato brevetto, di operatore tecnico subacqueo (sommozzatore) rilasciati da istituti di Stato o legalmente riconosciuti ovvero essere in possesso dell'attestato conseguito al termine dei corsi di formazione professionale effettuati secondo le modalità previste dall'art. 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845” .

La strada in questi casi è quella di fare un corso per OTS, eventualmente poi specializzarsi come saldatore subacqueo.
Il mio consiglio è quello di diffidare dalla frequenza di qualsiasi corso che non segua questa linea, perchè sicuramente non consente un reale sbocco occupazionale.

Cercherò di spiegare meglio questo concetto con parole più semplici possibili:

La saldatura subacquea la possiamo dividere in due categorie:

La prima fa riferimento alla UNI EN ISO 15618-1 versione ufficiale, in lingua inglese, della norma europea EN ISO 15618-1 (edizione dicembre 2001). La norma indica i requisiti essenziali, i campi di validità della qualificazione, le condizioni di prova, i requisiti di accettabilità e certificazione per la qualificazione dell'abilità dei saldatori subacquei per la saldatura di acciai in condizioni iperbariche in ambiente bagnato. La norma è riferita ai soli processi di saldatura per fusione manuali o semiautomatici. Ma qui parliamo di una applicazione tecnica che è campo esplicito degli OTS. E' un tipo di saldatura che viene raramente applicata perchè le condizioni “di ambiente bagnato” la rendono non funzionale.

Essa, infatti, non viene considerata come attestazione valida dall'IDSA, che considera invece valida la UNI EN ISO 15618-2, la presente norma è la versione ufficiale, in lingua inglese, della norma europea EN ISO 15618-2 (edizione dicembre 2001). Questa seconda norma indica i requisiti essenziali, i campi di validità della qualificazione, le condizioni di prova, i requisiti di accettabilità e certificazione per la qualificazione dell'abilità dei saldatori e degli operatori di saldatura subacquea per la saldatura di acciai in condizioni iperbariche in ambiente asciutto.

In questo caso, la saldatura viene fatta sott'acqua, ma dopo aver creato - con appositi macchinari - una bolla di gas (non infiammabile – di solito azoto) dove l'operatore entra, sempre equipaggiato da OTS (casco rigido e ombelicale - SSD) e opera all'asciutto la saldatura subacquea. La norma è riferita ai soli processi di saldatura per fusione manuali o semiautomatici per i saldatori e a quelli automatici per gli operatori.

Di conseguenza, un corso per saldatore subacqueo, di tipo UNI EN ISO 15618-1, non avrebbe alcuna spendibilità in ambito lavorativo; è indice soltanto di scarsa esperienza e competenza in materia di chi lo propone, mentre un corso per saldatore subacqueo, di tipo UNI EN ISO 15618-2, visto la tipologia e specializzazione, difficilmente può essere percorso in un corso base da OTS.

Altro aspetto importante, che si ricollega alla saldatura, è il taglio subacqueo, usato moltissimo nella professione dell’OTS, per attività di demolizioni subacquee, recupero relitti, ecc., ma attenzione... è l'attività che negli ultimi 15 anni ha provocato almeno 39 incidenti mortali in ambito internazionale e in offshore, le cause principali, individuate dopo gli eventi luttuosi, sono state principalmente una non adeguata e qualificata formazione, cosi come si può vedere dalla testimonianza dell' ex presidente dell'IDSA e funzionario SAIPEM, G. Melegari, durante una lezione tenuta agli allievi di uno dei nostri corsi, link (video su Youtube dal titolo “incidenti subacquei”):
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=s1lrZsetWJ8

In conclusione ecco il mio consiglio: In Italia il primo passo è quello di frequentare un corso per OTS, preferibilmente presso una scuola che garantisca un percorso formativo con contenuti validi, che permettono successive integrazioni e specializzazioni di qualifica, riconosciuti sia in ambito nazionale che internazionale, ancora meglio se all'interno del corso per OTS, si trovano moduli specialistici per il taglio e la saldatura anche subacquea. Sicuramente dopo un percorso formativo di base valido, a fine corso, l’allievo avrà certamente le idee chiare per una prosecuzione nelle diverse specializzazioni che rendono questa professione interessante e affascinante.



 
Torna ai contenuti | Torna al menu